Minima terra.

 

 

 

Vorrei essere da te,

vivo nella mia minima terra:

una cucina, un bagno un letto.

Per cielo un soffitto piatto,

fuori il mio lontano passato

come un fossato che mi circonda

e mi lascia nella mia minima terra.

Una volta spaziavo nel mondo,

vedevo l’universo sopra, sotto, intorno.

Ora sostengo il peso della minima terra:

una cucina, un letto, un bagno,

anzi no: una camerina con le pareti di mattonelle celesti.

 

 

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In rumeno Nosferatu, non-morto in italiano


Si parla di morte di suicidio assistito, suicido eroico, boh, lui (il non-morto) rinnegò dio perchè lo ritenne crudele, ma anche lui si macchiò di ogni crudeltà. Fu condannato a vivere in eterno succhiando sangue di notte preferibilmente alle giovani vergini, ma tutto andava bene alla bisogna. La verità è che anche l’Universo illimitato che ci circonda potrebbe avere una fine, tutto è relativo dunque, alla fine vince sempre la morte e la distruzione. Eppure continuiamo a procreare, libidinosamente facciamo l’amore, libidinosamente godiamo della presenza dei nostri figli, libidinosamente lottiamo per loro. Vince l’amore quindi, la trasformazione, il divenire. Lui però non si trasforma, ha il vantaggio della non-morte, ma non diviene, rimane statico, lamenta la sua condanna a ripetersi, il suo destino di succhiare la vita per avere la sua non morte che diventa la metafora della non-vita.

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In morte di lucio magri

Lo so secondo il filosofo Leibnitz questo è il migliore dei mondi possibili, cioè tra gli infiniti mondi possibili che Dio ebbe a disposizione nel momento della creazione, non poteva scegliere che questo che era, appunto, il migliore dei mondi possibili.

In questo mondo esiste il dolore, esiste la morte, in questo ordine naturale per sopravvivere un animale deve mangiarne un altro, ( che spreco, mi viene da pensare, tutto quel insieme meraviglioso che è la macchina animale, distrutto in un momento, triturato e ridotto in cibo prima e in puzzolenti feci poi), un’individualità con tutto il suo bagaglio di voglia di vivere viene sacrificata per permettere ad un’altra individualità di sopravvivere, ma solo per un tempo limitato, il tempo che quest’ultima consumi il carburante e poi di nuovo qualche altra vita sarà sacrificata tra l’immenso dolore della vittima e la relativa soddisfazione del carnefice.

Sarà il migliore dei modi possibili che Dio avesse a disposizione, (tra gli infiniti modi è detto), a me sembra crudele e poco sensato, anzi frutto del maledetto caso, una guerra continua, niente di infinitamente buono, in realtà siamo imbottigliati in questa esistenza e ci tocca farne i conti, si dice che il dolore avverte l’organismo di una qualsiasi disfunzione, ma il dolore è stupido e dopo che ha avvertito si rifiuta di cessare, anzi, a volte, non serve a niente, tanto è solo il preannuncio della morte, anzi, più forte si manifesta, più preannuncia la morte.

Nietzsche diceva che per concepire un simile sistema bisognava pur essere un po’ maldestri, ma a questa eccezione filosofica hanno risposto fior di filosofi e di teologi, sta di fatto, nonostante tutte le discussioni, che qui sulla faccia della Terra non è cambiato niente e le cose vanno allo stesso modo che prima.

Si d’accordo, la vita è sacra e me l’ha data Dio, solo Lui ha il diritto di togliermela, e se in una sana lotta di classe, decidessi che la vita è mia? Se, come l’operaio che rivendica il diritto della sua vita lavorativa di fronte al padrone, rivendicassi il diritto a gestire la mia vita per intero di fronte a Dio? Se andassi di fronte a Lui cantando Bella Ciao?

Se vincessi questa vertenza sindacale, avrei o no il diritto di gestirla la mia vita, in piena autonomia, avrei o no il diritto di rinunziarci quando il dolore della fine me la rendesse insopportabile?.

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Appunti

Autore: le mot imaginaire 

 

meccanica delle mode

delle contro-mode
attualità volatile

i senza nome
nella potenza
dei sogni

lista delle cose necessarie
lista dei giornali
lista dei gesti
lista degli invitati

e se danzassimo
un ultimo giro di valzer
prima di mancare?

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